WELCOME. WORKING FOR REFUGEE INTEGRETION

20/06/2023 - Numerosi gli eventi organizzati dall’UNHCR in avvicinamento alla Giornata Mondiale del Rifugiato, che si ricorda oggi, giovedì 20 giugno e che sono culminati con la presentazione a Roma della guida “Dai diritti all’integrazione. Guida Prativa per rifugiati e immigrati in Italia, nata dalla collaborazione fra CNN e UNHCR. Il primo ha il ruolo di favorire le pratiche notarili per l’integrazione dei rifugiati di guerra nella comunità di arrivo, agevolandone le procedure tramite la guida.

La giornata è stata istituita dalle Nazioni Unite nel 2011 per onorare le persone costrette a fuggire dal proprio Paese a causa di guerre, persecuzioni e violenze. Ad oggi oltre 120 milioni di persone sono state sfollate con forze e i rifugiati in altri paesi ammontano a 43,5 milioni.

“Dal Sudan all’Ucraina, dal Medio Oriente al Myanmar e alla Repubblica Democratica del Congo, i conflitti e i disastri climatici stanno costringendo un numero record di persone a fuggire, alimentando una profonda sofferenza umana”, ha ricordato il segretario generale delle Nazioni Unite, Guterres, in occasione della Giornata Mondiale dei Rifugiati.

La loro necessità primaria diventa quella di ricostruire la proprio provata in un nuovo Paese, che dovrebbe dare opportunità di accesso a posti di lavoro, alloggi e assistenza sanitaria, istruzione per i giovani rifugiati. Da questo principio, l’UNHCR ha indetto il programma Welcome. Working for refugee integration, nato nel 2017 e a cui partecipano oltre 700 aziende con percorsi di inclusione lavorativa nel territorio nazionale italiano. Le aziende e le organizzazione della società civile che hanno aderito al programma e che si sono distinte nel 2023 per aver facilitato l’inserimento lavorativo di persone rifugiate, sono state premiate ieri, 19 giugno, in occasione dell’appuntamento di avvicinamento alla giornata, “la forza dell’inclusione”, una tavola rotonda tenutasi a Roma sul tema. 

“Impegnandoci a riaffermare la responsabilità collettiva del mondo nell’assistere e accogliere i rifugiati, nel sostenere i loro diritti umani, compreso il diritto di chiedere asilo, nel salvaguardare l’integrità del regime di protezione dei rifugiati, e, infine, nel risolvere i conflitti in modo che coloro che sono costretti a lasciare la loro comunità possano tornare a casa”, ha detto Guterres.

 

AL

A ULSAN E IL CABI IL FAO PARTNERSHIP AWARD 2024

12/06/2024 -  Ulsan, città della Repubblica della Corea, e il CABI (Center for Agricolture anche Bioscience International) hanno vinto il premio FAO Partnership Award 2024, ieri, martedì 10 giugno, in occasione dell’inaugurazione della 175a sessione del Consiglio della FAO, sede principale della FAO, a Roma. 

A rappresentare la città coreana il vice sindaco Ahn Hyo Dai, che ha ricordato come dal 2021 la città ha un ruolo attivo nei programmi di sostegno alimentare dell’organizzazione, stabilendo un modello di rapporto tra i governi locali e l’organizzazione. 

Janny Vos, a rappresentare il CABI, ricevendo il premio, ha auspicato una maggior cooperazione allo scopo di ridurre la povertà e porre fine alla fame. Il centro collabora nell’Africa meridionale promuovendo iniziative come il “PlantewiswPlus”, che promuove e sostiene i piccoli agricoltori attraverso delle consulenze mirate sulla gestione del terreno e in particolare supporta la protezione biologica delle piante dai pesticidi in oltre 42 Paesi grazie al portale BioProtection. 

“Congratulations to both partners for their commendable contributions to improving agricultural practices for better production, improving nutrition, supporting environmental sustainability, and improving livelihoods and the quality of life of those most in need”, ha concluso congratulandosi il direttore generale della FAO, QU Dongyu.

AL

ARRUOLAMENTO DEGLI ULTRAORTODOSSI IN ISRAELE

1/7/2024 - Il servizio militare in Israele è obbligatorio sia per gli uomini che per le donne, ma c’è una categoria di cittadini israeliani che dai tempi della guerra di indipendenza gode di un’esenzione: si tratta degli ebrei ultraortodossi delle scuole religiose yeshiva. Un gruppo che cresce del 4% l’anno, il tasso di crescita demografica più alto fra i Paesi sviluppati, e che entro il 2030 dovrebbe arrivare al 16% della popolazione israeliana.

Un dato preoccupante per il governo israeliano e soprattutto per l’IDF, dal momento che una quota sempre più consistente degli israeliani, se l’esenzione dovesse essere prorogata, sarebbe esclusa dal servizio militare per motivi di studio.

La scorsa settimana la Corte Suprema di Israele ha deciso, con voto unanime, che non esiste più alcun quadro giuridico che permetta al governo di esentare gli studenti ultraortodossi dal servizio militare. La sentenza ha dichiarato illegittima una decisione governativa di giugno 2023 che ordinava all’IDF di non arruolare gli ultraortodossi e ha vietato di fornire loro sostegno finanziario per studiare nelle scuole religiose invece che arruolarsi.

L’estensione progressiva del servizio militare agli ultraortodossi è ritenuta fondamentale in un momento di grande tensione per il Paese, impegnato su diversi fronti di guerra, e soprattutto in un’ottica futura.

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SVOLTE SUL FRONTE LIBANESE

20/6/2024 - Dopo gli attacchi del 7 ottobre compiuti da Hamas contro Israele e la successiva risposta militare israeliana contro Gaza si sono intensificati anche gli scontri al confine tra Israele e Libano, facendo temere l’apertura di un nuovo fronte di guerra. Negli ultimi giorni sulla stampa israeliana l’ipotesi di un attacco israeliano in Libano sembra rafforzarsi. All’inizio di giugno il Primo Ministro Netanyahu aveva dichiarato che Israele è pronto a ripristinare la sicurezza nella zona nord del paese, suggerendo la possibilità di un attacco in territorio libanese, mentre martedì scorso l’esercito israeliano ha diffuso un comunicato annunciando di aver approvato un piano militare per attaccare il Libano. Il comunicato è piuttosto generico e non dichiara esplicitamente l’intenzione di attaccare, ma afferma che l’IDF è pronta a farlo se verrà ordinato. 

La tensione fra Israele e Hezbollah è salita anche a causa della pubblicazione di un video di Hezbollah nel quale l’organizzazione sciita libanese afferma di aver registrato immagini e filmati di diversi obiettivi all’interno del territorio israeliano, incluse grandi infrastrutture civili e militari.
La reazione israeliana non si è fatta attendere, con il Ministro degli Esteri Katz che ha minacciato di distruggere completamente Hezbollah in caso di guerra totale tra le due parti. 

Dall’inizio delle operazioni militari nella Striscia di Gaza, gli attacchi israeliani hanno ucciso circa 300 miliziani di Hezbollah e circa 80 civili in Libano, mentre gli attacchi dal Libano hanno causato la morte di 18 soldati israeliani e 10 civili. Inoltre, una settimana fa, Israele ha ucciso in un bombardamento un alto dirigente di Hezbollah, Taleb Abdallah, noto anche come Abu Taleb. 

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L’INFLUENZA RUSSA IN NIGER

10/05/2024 - Giovedì scorso alcune truppe russe sono entrate in una base aerea americana in Niger, il paese del Sahel che nel luglio 2023 è stato teatro di un colpo di stato che ha rimosso il presidente Mohammed Bazoum, considerato filo-occidentale, per sostituirlo con una giunta militare guidata dal generale Tchiani.

La situazione pare sotto controllo e il Segretario alla Difesa americano Austin ha minimizzato i rischi per le forze armate statunitensi ancora presenti in loco.

L’occupazione di questa base, tuttavia, è fortemente simbolica: la presenza occidentale (americana e francese soprattutto) si riduce, mentre la presenza russa aumenta in maniera significativa.

Ora i russi possono contare su un corridoio di influenza che va dalla Cirenaica del generale Haftar fino all’Africa Occidentale passando per il Sahel, seguendo una delle principali direttrici delle migrazioni verso l’Europa.

La Russia ha cavalcato il forte sentimento anti-francese in Niger e, nonostante non ci siano prove certe sul coinvolgimento diretto di Mosca nel golpe, ha sicuramente approfittato della situazione per mettere radici in un paese che è strategico dal punto di vista geografico ed è uno dei principali esportatori di uranio, fondamentale per le centrali nucleari francesi.

La Francia ha ritirato il proprio contingente militare e il personale diplomatico a fine 2023, dopo aver subito l’assalto all’ambasciata nella capitale Niamey nei primi giorni del golpe.

Dove la Francia arretra, la Russia avanza. Come recitavano i cartelli esposti da alcuni sostenitori del golpe “Abas la France, vive Poutine”. 

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